Un Mondo immutato

L’altro giorno mi è capitato di vedere l’intervista fatta da Serena Dandini a Annie Lennox durante la puntata di “The show must go off”. Per chi non lo sapesse, come è successo a me, Annie Lennox è la fondatrice del gruppo Eurythmics, ambasciatrice dell’OXFAM (Oxford Comitee for Famine Relief) e promotrice del progetto The Circle (sostenuto sempre dall’OXFAM). The Circle è un comitato realizzato dalle donne per sostenere le donne di tutto il mondo. Ebbene, Annie Lennox è stata invitata al programma per rispondere alle domande riguardanti proprio questo progetto umanitario; ciò che è emerso dall’intervista, parlando in generale della situazione della donna nel mondo, è che una donna ogni novanta secondi muore o per gravidanza o alla nascita e che la maggior causa di morte tra i sedici e i quarantaquattro anni di vita delle donne è la violenza domestica subita; ovviamente poi vengono spiegati i dati riguardanti la situazione nei paesi del così detto Terzo Mondo, dove una madre su tre è affetta dall’HIV, malattia che viene trasmessa alla nascita ai figli. Ma Annie Lennox ci tiene a sottolineare che tali problemi nella realtà in cui viviamo oggi non sono poi così difficili da risolvere, soprattutto quando, come nel caso di alcune malattie, vengono presi in tempo al fine di ridurre i rischi e le dure conseguenze.
Un dato particolarmente interessante scaturito dalla conversazione, però, è che nella stessa realtà di cui prima, si investono somme di denaro volte alla ricerca scientifica mirata a risolvere il problema della disfunzione erettile (ovviamente maschile) pari a quattro volte tanto rispetto, appunto, a quelle impiegate per garantire parti più sicuri e sostenimento ai neonati; ciò che emerge dunque è che mentre le donne di TUTTO il mondo rischiano la propria vita per mettere al mondo i propri figli e tali figli, a loro volta, una volta nati rischiano di non sopravvivere nel caso in cui non siano nati perfettamente sani, nella parte di mondo più avanzato gli uomini si occupano dei loro “problemucci” dovuti talvolta all’età per far finta, ancora una volta, di essere virili.
La prima cosa a cui ho pensato, riflettendo su questi dati, è: in che razza di mondo viviamo? Si dice tanto del passato, ma le cose non sembrano essere cambiate. Insomma gli uomini comandano il mondo, e lo fanno pure male, e le donne subiscono i loro attacchi, le loro leggi, le loro imposizioni; sembra quasi che solo perché non riescono a comandare a casa, vedano il mondo esterno come l’unica valvola di sfogo, senza rendersi conto che non è un gioco, ma è la vita strettamente alleata alla natura, la quale se troppo stuzzicata si rivolta contro senza rispondere delle conseguenze.
Per concludere credo che il grande cambiamento del mondo si avrà quando saranno le donne a prendere in mano la situazione. Non dico che sarà meglio, magari dopo tre minuti finisce il mondo perché siamo più suscettibili alle critiche, ma tanto vale provare, anche perché come detto non è che gli uomini si stiano rivelando dei veri professionisti nell’ambito tant’è che se dietro ogni grande uomo c’è una grande donna mi viene da dire che è un vero peccato che di grandi uomini ce ne siano stati così pochi. E magari chissà in quel periodo le donne non moriranno così facilmente di parto, né alla nascita, oppure per violenze subite; non rappresenteranno la minoranza nei governi del mondo, insomma saranno più tutelate.

Dedico quest’articolo (pur dispiacendomi di non essere una brava scrittrice) a tutte le femministe fiere di esserlo, in special modo a Marica.
Chiara